British Open 2025, Royal Portrush: Scottie Scheffler incanta con un 64 in condizioni estreme

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Il 18 luglio 2025, sotto un cielo grigio e ventoso che sferza il links di Royal Portrush in Irlanda del Nord, Scottie Scheffler ha regalato al pubblico uno dei giri più memorabili di questa edizione del British Open. Con un formidabile 7-under 64, il numero 1 del mondo si è portato a –10 complessivo, issandosi in vetta a un colpo di vantaggio. Già dal primo tee, Scheffler ha dimostrato un’empatia profonda con il terreno costiero: ogni tee shot era calibrato al millimetro, ogni ironata una sfida alle raffiche di vento. La sua performance non ha solo ribaltato le aspettative, ma ha incarnato lo spirito puro di uno dei Major più antichi e affascinanti del golf.

Scottie Scheffler British Open 2025
© Golf Digest

Royal Portrush: palcoscenico di storia e durezza

Royal Portrush, ospite per la seconda volta dell’Open Championship (dopo il 1951), offre un tracciato lungo 7.359 yard, con dune di sabbia che punteggiano fairway e green. Le bunkers, profonde e insidiose, e il rough costiero, implacabile, impongono rigore tattico. Il clima imprevedibile—pioggia intermittente e raffiche fino a 30 mph—rende ogni colpo un calcolo rischioso. Scheffler, cresciuto in Texas ma ormai padrone anche dei links, ha sfruttato la sua abilità nei colpi di approccio e nella lettura dei green per trasformare ogni possibilità in un’opportunità di birdie .

Il primo giorno: le basi per il dominio

Nel round 1, Scheffler aveva già mostrato segnali di supremazia: un 68 (-3) costruito su un approccio conservativo nei par 5 e un reparto putt in grande spolvero. Pur non balzando subito in testa, aveva mantenuto il contatto con i migliori, chiudendo a –6 complessivo. Il secondo giro, invece, ha visto un’escalation di audacia: dal fairway del 5° buco al green del 16°, Scheffler ha gestito ogni variabile con freddezza e visione di gioco.

Il secondo giro: buca dopo buca nell’epicità

La straordinarietà del 64 si rivela nei dettagli. Al 1° buco (par 4), un drive lungo 310 yard in mezzo al corridoio e un putt da oltre 10 piedi per il birdie hanno acceso il pubblico. Al 7° (par 5), invece, ha scelto un ferro 5 in uscita dal tee per evitare il vento laterale, piazzandosi su un lie perfetto e chiudendo in due colpi sul green, con un eagle che lo ha catapultato a –6 soltanto alle prime nove buche. Ma è al 12° che Scheffler ha dato spettacolo con un wedge in backspin: arrivato a 5 metri dal flag, ha trasformato il possibile par in un altro birdie pesante. Negli ultimi quattro buche, nonostante le raffiche fino a 35 mph, il texano ha alternato colpi di ferro 8 e driver con una sicurezza inedita, infilando due birdie decisivi per il 64 conclusivo .

Analisi tattica: l’occhio del campione

Il successo di Scheffler non è frutto del caso. La statistica “Strokes Gained: Approach” lo vede leader del torneo, con un guadagno medio di +2,4 colpi a giro. La sua scelta di rischiare sui par 5—cercando il green in due—si è rivelata vincente: in pratica, è riuscito a ridurre il par medio da 36 a 34, restando sempre sopra i propri standard. Inoltre, con 32 putt in 36 buche, ha dimostrato che un putter scattante può fare la differenza in condizioni difficili .

I rivali in scia: pressione e inseguitori

Alle spalle di Scheffler, Matt Fitzpatrick (66, –9) ha mantenuto il colpo, inseguito a un solo colpo, grazie a un approccio solido sui par 4 e un parziale nei par 3 in cui ha limitato gli errori. Brian Harman e Li Haotong, rispettivamente a –8, hanno provato a insidiare la leadership, ma gli errori sui green alla buca 14 e 16 hanno vanificato i tentativi. Rory McIlroy, favorito di casa dopo il 67 del primo giro, ha pagato la pressione mediatica e si è fermato a +1 sul giro, rimanendo così fuori dalla lotta per la vetta.

Il clima e i tifosi: un’ovazione internazionale

Nonostante la pioggia intermittente e il vento gelido, decine di migliaia di appassionati hanno seguito ogni colpo di Scheffler con un boato che ricordava i grandi eventi di Royal St. George’s o Carnoustie. I commentatori di Sky Sports hanno parlato di “un capolavoro tattico”, mentre le cronache di The Athletic hanno sottolineato come l’esperienza sui links sia ormai la sua seconda natura.

Cosa aspettarsi per il weekend: la caccia al Claret Jug

Con la leadership saldamente in mano, Scheffler dovrà gestire la pressione di un torneo Major nel momento clou. Le previsioni meteo indicano una lieve attenuazione del vento per il round 3 (19 luglio 2025), ma con piogge intermittenti, mentre il final day (20 luglio) potrebbe riservare un vero e proprio sprint. Gli inseguitori faranno di tutto per sfruttare ogni minimo errore, ma il gioco di Scheffler sembra rodato al punto giusto per cercare il suo primo Claret Jug.

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